GIOVEDI’ 29 GENNAIO 2026 ORE 18 – Sala Ronco presso il Centro Láadan , via Vanchiglia 3 Torino
Casa delle Donne e Biblioteche delle Donne di Láadan, per il ciclo Voci e Scritture di Donne, presentano PICCOLE DONNE, UOMINI E NO perduti, tra le pagine, poesie dorsali scritte e illustrate da ANNA CRIVELLARO, Buckfast Edizioni, 2024
Come se fossero versi poetici, Anna Crivellaro ha cucito tra loro i titoli di libri letti: romanzi, saggi, fumetti, poesie, fiabe, manuali…In questo modo hanno preso corpo suggestioni, sogni, desideri, pensieri, flashback, invettive e microstorie. Il titolo dei libri ripreso dal dorso diventa il verso di una poesia dorsale…
DISTACCHI -Gruppo di riflessione e confronto condotto da Giulia Foddai , psicologa, psicoterapeuta in formazione – 11 incontri ogni lunedì dalle 18 alle 19,30 con inizio lunedì 26 gennaio 2026 ore 18
Alla Casa delle Donne presso il centro Láadan – Via Vanchiglia 3 Torino
Il gruppo esplora il tema del distacco non solo come perdita ma come un processo complesso che coinvolge tutta la nostra vita. I distacchi sono strappi dolorosi e necessari che possono portarci a un processo di trasformazione e crescita. La lettura del libro Distacchi di Judith Viorst ci aiuterà a riflettere sulla necessità di “lasciare andare”.
Iscrizione fino ad esaurimento posti – Per informazioni e iscrizioni telefonare allo 011 8122519 o scrivere a casadonnetorino@gmail.com
La Federazione Láadan, Centro culturale e sociale delle donne, presenta: Archivi femministi a Torino, convegno a cura di Archivio delle Donne in Piemonte,Casa delle Donne di Torino, Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Torino. Martedì 16 dicembre 2025 ore 10.00-14.00 , Auditorium Guido Quazza, Università degli Sudi, Via Sant’Ottavio 20, Torino.
Lettera aperta ai/alle parlamentari europei. Trasferire i fondi dalla guerra alla pace
Egregi/e componenti del Parlamento europeo,
la prossima settimana sarete chiamati a votare su una questione cruciale, il bilancio 2026, e altri voti e negoziati importanti sono in programma o già in corso, tra cui il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE (QFP 2028-2034) e una serie di “pacchetti omnibus”, ovvero processi di deregolamentazione. Tutte queste proposte prevedono aumenti massicci della spesa militare e regali all’industria degli armamenti. Vi chiediamo con forza di opporvi a queste mosse pericolose e di reindirizzare le risorse verso politiche di pace autentiche.
Siamo Stop ReArm Europe, una coalizione di oltre 800 organizzazioni e movimenti della società civile di tutta Europa, che rappresentano una varietà di settori e/o contesti politici, e abbiamo qualcosa in comune.
Vogliamo una sicurezza autentica, ovvero una sicurezza incentrata sui bisogni umani quali la sicurezza ambientale e climatica, la sicurezza alimentare ed economica, la sicurezza sociale e sanitaria, la sicurezza comunitaria e politica, per gli europei e per tutti i cittadini del mondo.
Vogliamo una pace trasformazionale e giusta che includa le condizioni necessarie per il prosperare delle società, quali l’affrontare le cause profonde dei conflitti, il buon governo, la libertà e la promozione del potenziale creativo umano.
In breve, una sicurezza comune sia per gli Stati che per i popoli.
In qualità di attori della società civile, siamo più determinati che mai a fare tutto ciò che è in nostro potere per realizzare questo obiettivo, ma non possiamo farlo da soli.
Abbiamo bisogno del vostro aiuto in qualità di decisori politici; abbiamo bisogno del vostro aiuto per fare dei valori universali dei diritti umani e del diritto internazionale i principi guida delle politiche dell’UE e per porre fine a decenni di pratiche basate su due pesi e due misure che sono diventate così evidenti negli ultimi anni.
La stessa storia dell’integrazione europea la rende particolarmente vulnerabile all’influenza indebita degli interessi delle imprese, come dimostrato da numerose relazioni, e le politiche di riarmo non fanno eccezione a questa regola, anzi, è proprio il contrario.
La discreta ma potente attività di lobbying dell’industria degli armamenti ha svolto un ruolo decisivo nell’adozione dei primi sussidi dell’UE dieci anni fa e da allora la sua influenza sulle politiche europee sia militari che civili ha continuato a crescere. I budget destinati alle attività di lobbying delle dieci maggiori aziende produttrici di armi sono aumentati del 40% tra il 2022 e il 2023. Solo nel 2025 (fino a ottobre), la Commissione ha incontrato 89 volte i lobbisti dell’industria degli armamenti per discutere di riarmo e geopolitica, e solo 15 volte i sindacati, le ONG o gli scienziati sugli stessi argomenti. Nel frattempo, i membri del Parlamento europeo hanno incontrato la lobby delle armi 197 volte tra giugno 2024 e giugno 2025, rispetto alle 78 volte dei cinque anni precedenti. Di conseguenza, il cosiddetto piano di “prontezza alla difesa” per la presunta autonomia europea si riduce in ultima analisi a sovvenzionare grandi aziende militari, spesso internazionali, a incrementare la produzione e ad aumentare le vendite di armi, comprese le esportazioni al di fuori dell’Europa.
Il pacchetto “difesa omnibus” segue la stessa logica, in quanto deregolamenta ulteriormente le norme sociali e ambientali, nonché gli standard etici e di esportazione di armi, distoglie risorse dai programmi civili come la politica di coesione e stravolge i principi della finanza sostenibile, il tutto nell’interesse del settore degli armamenti. Quando sarà abbastanza per l’industria degli armamenti?
Oltre a indebitare l’Europa, e quindi i suoi cittadini, a vantaggio dell’industria degli armamenti e di un modello economico estrattivo e iniquo, i piani di riarmo sottraggono risorse finanziarie, umane e politiche alla sicurezza umana, dalla prevenzione e dalla risoluzione pacifica dei conflitti e dalle grandi sfide che l’umanità deve affrontare, dal cambiamento climatico alla perdita di biodiversità o alla crisi sanitaria, solo per citarne alcune.
E la proposta per il prossimo quadro finanziario compie un ulteriore passo in questa direzione, poiché prevede un aumento di cinque volte del bilancio destinato direttamente alle politiche di difesa e spaziali, oltre a programmi civili ampiamente aperti all’industria degli armamenti. Con il bilancio complessivo dell’UE che rimane praticamente stabile, ciò comporta necessariamente una diversione delle risorse finanziarie precedentemente destinate alle politiche civili, anche se la profonda ristrutturazione del QFP (Quadro Finanziario Pluriennale) rende molto difficile identificare trasferimenti specifici.
Nel complesso, il piano ReArm Europe del marzo 2025, insieme a tutte le politiche precedenti e successive ad esso correlate, è destinato al fallimento perché rafforzerà essenzialmente l’insicurezza europea e globale, alimenterà la corsa globale agli armamenti – che a sua volta alimenta i conflitti armati – ed esacerberà il cambiamento climatico e il danno ambientale, data l’impronta di carbonio e ambientale delle forze armate.
È questo il futuro che voi e noi desideriamo per la prossima generazione? Noi no, e siamo convinti che nemmeno voi lo desideriate.
Ci sono una serie di misure concrete e decisioni che potete adottare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi per iniziare a preparare un futuro migliore. In particolare, vi esortiamo a:
Respingere il bilancio 2026 nella votazione plenaria della prossima settimana e chiedere:
– di riavviare con urgenza i negoziati per ridurre i sussidi all’industria degli armamenti e aumentare gli stanziamenti destinati alla diplomazia e alla prevenzione e risoluzione pacifica dei conflitti;
– la fine di tutte le clausole di esenzione che impediscono il normale controllo parlamentare su tutti i programmi relativi al settore militare.
Difendere le norme sociali e ambientali nonché gli standard etici opponendosi alle diverse proposte dell’«omnibus per la difesa», in particolare:
Respingere l’attuale proposta del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP 2028-2034) per quanto riguarda i seguenti aspetti:
– respingere il Fondo per la competitività che stanzia 130 miliardi di euro per le armi e lo spazio militarizzato
– respingere la diversione di programmi civili, in particolare la ricerca civile come Horizon, nonché i programmi digitali, di mobilità, di coesione e altri, per scopi militari
– riassegnare tali fondi al rafforzamento della diplomazia e degli aiuti esterni, con una chiara attenzione alla lotta contro il cambiamento climatico, la povertà e la disuguaglianza, nonché alla tutela dei diritti umani e dell’ambiente, e un sostegno risoluto e coerente alla risoluzione pacifica dei conflitti con il coinvolgimento delle donne, dei giovani e delle comunità emarginate.
Se desiderate interagire e discutere con noi delle questioni sollevate in questa lettera, vi preghiamo di contattarci all’indirizzo contact@stoprearm.org . Saremo lieti di organizzare incontri online in cui potrete scambiare con molti di noi le vostre opinioni, speranze e progetti per la pace.
Vi ringraziamo per l’attenzione e restiamo in attesa di un vostro riscontro.
Casa delle Donne, Biblioteche delle donne di Láadan, Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane.
.Giovedì 27 novembre ore 17,30.
Láadan Centro culturale e sociale delle donne, Sala Incontri Caterina Ronco – Via Vanchiglia 3 – Torino.
A partire dal libro Attraversare la notte. Racconti dall’Afghanistan dei talebanidi Cristiana Cella, Altreconomia edizioni, 2025.
Aggiornamenti e riflessioni sulla situazione delle donne in Afghanistan oggi.
Interviene Anna Santarello (C.I.S.D.A.).
Letture dal libro di Cristiana Cella a cura di Bixhilda Shqalsi.
La vita delle donne, in Afghanistan, è per noi inconcepibile, ci lascia senza parole. Ma l’indignazione dell’Occidente dura poco, si spegne rapidamente, Nessuna responsabilità. Nessuna azione. Cosi l’indifferenza cancella, assopisce, acceca. I talebani ci contano.” . “Che debbano vivere mendicando, facendo le spie per i talebani, raccogliendo bacche di ginepro sui monti, combattendo la violenza dei mariti nelle grotte si Bamiyan o insegnando quello che sanno nelle scuole segrete, tutte, in fondo a ogni vittoria e a ogni sconfitta trovano la forza di resistere all’annullamento e, sempre, di ricominciare.E tutte, nella notte afghana, sono innumerevoli radianze”
Il Metodo Feldenkrais si adatta a persone di tutte le età e condizioni fisiche, offrendo un approccio delicato e progressivo al movimento. Attraverso la pratica costante, si sviluppa una maggiore consapevolezza di sé, favorendo un cambiamento profondo nelle abitudini motorie e nella postura. Le Lezioni di gruppo, dette CAM: Consapevolezza Attraverso il Movimento, consistono in sequenze motorie esplorative, guidate dalla voce dell’insegnante.
Quando: martedì dalle 10,45 alle 11,45 e giovedì dalle 18,30 alle 19,30
Dove: alla Casa delle Donne presso Láadan, Centro culturale e sociale delle donne – in via Vanchiglia 3 – Torino
Che cosa serve: un materassino, un abbigliamento comodo. Può essere utile anche un telo e/o una coperta per garantire maggiore confort durante la lezione
E’ richiesto un contributo a sostegno della Casa delle Donne
Il 27 settembre 2025 la Rete per l’autodeterminazione Più di 194, di cui la Casa delle Donne fa parte, ha tenuto una partecipata assemblea pubblica nella quale è stato reso pubblico un Libro bianco sulla rendicontazione che da conto della attribuzione e e delle modalità di distribuzione della prima annualità (2022) del “Fondo vita nascente”, deliberato dalla Regione Piemonte su proposta dell’assessore Marrone (Fratelli d’Italia). E’ stata una giornata di confronto con studiose, professioniste della sanità, rappresentanti istituzionali e sindacali per far emergere proposte concrete e alternative più giuste, trasparenti e universali a tale provvedimento. Sotto il pretesto di rimuovere le cause economiche che impediscono la maternità dando piena realizzazione a un articolo della legge 194 , il fondo vita nascente da’ fondi ad associazioni antiabortiste, che hanno nei propri statuti l’opposizione alla legge 194(!), che vengono distribuiti in modo discrezionale e non trasparente: è in realtà un attacco all’autodeterminazione delle donne.
il Libro Bianco sul Fondo Vita Nascente, frutto di un monitoraggio civico basato su accesso agli atti e analisi delle rendicontazioni, mette in luce dati e criticità, offrendo spunti di riflessione e di lotta contro le politiche regionali in materia di maternità e genitorialità. Vuole essere uno strumento di mobilitazione collettiva, capace di difendere i diritti e l’autodeterminazione delle donnee di promuovere un reale sostegno alla genitorialità consapevole.
DONИE 20/80 + – Generazioni di donne si raccontano, a cura di Laura Onofri, Golem Edizioni, 2025,
Presentano Milena Boccadoro e Simonetta Rho, SeNonOraQuando?Torino ,
Intervengono Maria Antonietta Macciocu e Elena Variara – narratrici, Mercoledì 8 ottobre 2025, ore 18, Sala Ronco, Láadan centro culturale e sociale delle donne, Via Vanchiglia 3, Torino
“Con donne 20/80+ diamo voce a donne di età diverse dai 20 agli 80 anni e più. Un’occasione di incontro e condivisione di storie ed esperienze tra generazioni, che arricchisce tutte. Ad ogni appuntamento cinque narratrici, una per decade dai 20 anni in su, leggono un loro racconto ispirato allo stesso tema comune che fa da filo conduttore. Brevi testi costruiti con ricordi, successi o insuccessi, sfide vinte o perse (…) In questo volume abbiamo raccolto i testi delle narratrici (…) I video dei racconti presentati in 10 incontri che si sono tenti nel corso degli anni 2023 e 2024 sono tutti disponibili sul canale YouTube di SeNonOraQuando?Torino “
ogni MERCOLEDI’, dalle ore 16 alle 17, fino a giugno
alla Casa delle Donne, presso LÁADAN, in via Vanchiglia 3 – Torino –
Conduce il coro Daniela Lepore, diplomata in direzione corale presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino e laureata in discipline delle arti musicali presso il DAMS. Daniela collabora con gli Istituti superiori di Torino con progetti didattico-musicali interdisciplinari e con l’associazione Musicaviva per la didattica musicale e pianistica. Dirige l’I.P. Femminile San Filippo Neri, il coro a voci miste Musicaviva e cori nelle scuole di Torino.
Il coro della Casa delle Donne è nato l’anno scorso con l’obiettivo di valorizzare il canto d’insieme come forma di espressione artistica, culturale e personale. Il nostro coro femminile ha l’intento di unire la potenza del canto collettivo all’impegno civile e culturale: i canti di lotta, resistenza e protesta, provenienti da diverse tradizioni e contesti storici e una ricerca musicale attenta alla polifonia, come forma di espressione armonica e partecipativa.
Come l’anno scorso, l’invito è rivolto a tutte le donne, con o senza esperienza musicale, che desiderano partecipare ad un laboratorio inclusivo, finalizzato a favorire l’aspetto relazionale attraverso la dimensione sociale del coro e il fare musica insieme.
E’ richiesto un piccolo contributo a sostegno della Casa delle Donne.
Per INFO e ISCRIZIONI: casadonnetorino@gmail.com – Telefono: 011 8122519
Lo Yoga con la sedia è rivolto principalmente alle persone che hanno difficoltà, momentanea o più duratura, a sedersi in terra o alzarsi da terra. Le posizioni classiche vengono adattate alla esecuzione sulla sedia ma lo spirito di ascolto e di consapevolezza mentale con cui si pratica è lo stesso di quello di qualsiasi lezione di Yoga.
Si eseguono anche delle posizioni in piedi: senza aiuto della sedia se non ci sono particolari problemi di equilibrio oppure appoggiando una mano allo schienale della sedia.
La prima lezione è di prova.
E’ previsto un contributo per l’autofinanziamento della Casa delle Donne
Informazioni e iscrizioni tel. 0118122519 – e mail: casadonnetorino@gmail.com