Autore: Patrizia

  • Hatha Yoga

    Hatha Yoga

    Ricomincia a settembre 2025 il corso di Hatha Yoga, condotto da Irene Rossi.

    Lo Hatha Yoga è un inestimabile dono dell’India antica: attraverso la pratica consapevole e non competitiva di posizioni del corpo coordinate al respiro ci aiuta a migliorare il benessere psico-fisico, a calmare la mente e a vivere in armonia con noi stesse e con gli altri. Si può iniziare in qualsiasi momento dell’anno e la prima lezione è di prova.

    Irene Rossi ha conseguito il diploma biennale di Istruttrice di Hatha Yoga e il diploma di Insegnante di Yoga presso Isyco – Istituto per lo Studio dello Yoga e della Cultura Orientale . Ha una lunga pratica di insegnamento dello Hata Yoga in particolare alla Casa delle Donne.

    Informazioni e Iscrizioni : casadonnetorino@gmail.com, tel. 011 8122519

    E’ richiesto un contributo per l’autofinanziamento della Casa

  • LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA. AUTUNNO 2025

    LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA. AUTUNNO 2025

    Un grande tavolo, un gruppo di donne, quaderni e penne per dedicarci alla scrittura in un contesto dove la condivisione e il reciproco supporto si sostituiscono al giudizio e alla competitività in cui non ci identifichiamo. Il laboratorio è aperto sia a chi trova per la prima volta un tempo e uno spazio interiore per dedicarsi alla scrittura, sia a chi già lo fa e ha piacere di uscire da una dimensione solitaria. La Scrittura, attraverso la tecnica proposta, libera la creatività di ognuna ed è una pratica di presenza che attiva lo sguardo alla nostra interiorità come al mondo. Ci si eserciterà sugli elementi fondamentali del racconto breve e come fil-rouge terremo le relazioni e gli incontri tra donne, vissute e/o immaginate, reinventate o ricordate, nella piena libertà che la scrittura permette.

    Sperimenteremo quanto l’esplorazione della sensorialità sia indispensabile dando parola al corpo, che conserva infinite memorie e percepisce ogni istante, quanto alla mente con le sue svariate modalità e… al cuore!

    Scegliamo di scrivere a mano, con l’antico gesto che ci caratterizza da millenni e di cui le neuroscienze riconoscono l’unicità e i benefici.

    Estendete l’invito alle donne che vorrebbero scrivere o che già lo fanno per un’esperienza di condivisione!

    Occorrente: un quaderno e una penna.

    Iscrizioni entro il 28 settembre 2025

    È previsto un contributo di partecipazione.

    Per info e iscrizioni: Casa delle Donne di Torino, via Vanchiglia 3, al numero:011 8122519 e-mail: casadonnetorino@gmail.com

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    Tiene laboratori di Scrittura Creativa da svariati anni, anche presso la Casa delle Donne di Torino, dove fa parte del gruppo dell’accoglienza del giovedì

  • SOLIDARIETÀ A FRANCESCA ALBANESE!

    SOLIDARIETÀ A FRANCESCA ALBANESE!

    Foto di Alejandro Martínez Vélez – Europa Press – Archivo

    Il 1 luglio Francesca Albanese,  la giurista italiana Relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori palestinesi, ha presentato il suo ultimo rapporto con il titolo “Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio”. Nel documento denuncia la responsabilità della aziende private di tutto il mondo fortemente compromesse economicamente nel genocidio a Gaza e nelle politiche di occupazione in Cisgiordania con distruzione di villaggi palestinesi e continuo allargamento delle colonie illegali israeliane.

    Immediatamente l’amministrazione USA di Donald Trump ha attaccato il rapporto,  chiedendo addirittura la rimozione di Francesca Albanese dall’incarico di relatrice speciale.

    La colpa di Albanese è quella di dire la verità su quanto sta facendo il governo israeliano dei confronti dei Palestinesi e, soprattutto, di denunciare i vergognosi interessi economici delle aziende occidentali che ruotano intorno alle azioni militari israeliane e statunitensi. L’accusa pretestuosa rivoltale, ovviamente, è quella di “antisemitismo”…

    Condividiamo in proposito le parole che Anna Foa, storica, studiosa e profonda conoscitrice dell’antisemitismo, ha scritto sul suo profilo Facebook:

    “Vorrei esprimere la mia piena solidarietà a Francesca Albanese per l’indegna persecuzione contro di lei a cui ora si è aggiunto perfino il presidente degli Stati Uniti. E vorrei anche ricordare a quanti esitano a sostenerla perché non d’accordo su tutte le sue posizioni, che se lasciamo passare questa enormità oggi, queste ridicole accuse rivoltele di antisemitismo, di sostegno al terrorismo, di guerra economica contro l’Occidente, saranno in pericolo domani tutte le nostre libertà di esprimerci, di affermare ciò che pensiamo, di scriverlo. Tutti potremo essere accusati di tutto.  Solidarietà a Francesca!“.

    Casa delle Donne di Torino

  • Gaza, ancora…

    Gaza, ancora…

    Gaza, ancora, perché non possiamo smettere. Perciò, care amiche e cari amici, sabato 14 giugno saremo di nuovo in Piazza Carignano.
    Neanche oggi, davanti al silenzio vergognoso di tanti governi e potenti del mondo, possiamo smettere di ascoltare e di dar voce a chi ci parla da questo massacro, malgrado il dolore e le difficoltà in cui si trova.

    Così scrive Alia Shamlakh “SONO DI GAZA, DOVE LA TENACIA NON MUORE” (Il Manifesto del 6 giugno 2025).
    Vi aspettiamo sabato 14 giugno, dalle 11 alle 12, in Piazza Carignano per la presenza di pace. Le Donne in Nero di Torino


  • DONNE RIBELLI, MADRI CORAGGIOSE

    DONNE RIBELLI, MADRI CORAGGIOSE

    Canale Youtube della Casa delle Donne

  • Riprendiamoci la vita. La salute in mano alle donne

    Riprendiamoci la vita. La salute in mano alle donne

    Riprendiamoci la vita. La salute in mano alle donne.
    Dai consultori autogestiti alla medicina di genere
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    Incontro e installazione artistica.
    A cura della Casa delle Donne di Torino
    Giovedì 5 giugno ore 17.30 – Sala Ronco – Láadan, centro culturale e sociale delle donne – Via Vanchiglia 3, I piano, Torino –

    Ne parliamo con:
    Anna Cagna, Casa delle Donne, Giovanna Cuminatto, Casa delle Donne , Tommasina Giuliasi, artista visiva, Valentina Donvito, medica internista, Tullia Todros, già Professoressa Ordinaria di Ginecologia e Ostetricia Università Torino –

    Le femministe si sono sempre occupate e preoccupate del proprio corpo e della propria salute, consce che il patriarcato impone il suo modello in tutti i campi, compresa la scienza medica.
    Per questo il Movimento delle donne negli anni ’70, a partire dalla critica all’autoritarismo patriarcale della casta medica, ha scelto come pratica politica, la gestione di consultori autogestiti: spazi accoglienti dove poter conoscere se stesse e poter prendere la parola pubblica sul proprio corpo e sulla propria salute e dove cercare alleanze con giovani mediche e medici per orientare la medicina verso tecniche più appropriate per le donne.
    Da quella esperienza di autogestione collettiva, primo pionieristico passo verso la costruzione di una medicina di genere, ancora oggi si possono trarre indicazioni utili, sia in termini di contenuti che di metodologie, per la cura di sé e delle/degli altre/i.

    Diretta Facebook sulla pagina Fb di Láadan

    L’evento è inserito nel calendario ufficiale di Archivissima, il Festival dedicato agli Archivi.




  • Si resta senza parole. Preferiremmo sprecarle…

    Si resta senza parole. Preferiremmo sprecarle…

    Noi Donne in Nero di Torino sabato 31 maggio 2025 saremo in Piazza Castello dalle 11 alle 12 contro le guerre.

    Di quella in corso a Gaza non vi diamo qui notizie: ascoltiamo, vediamo, riceviamo la tragedia tutti i giorni.

    Ce l’hanno ricordata, poco fa, anche i teli bianchi che abbiamo visto appesi a finestre e balconi – 50.000 sudari per Gaza.

    Vi parliamo invece di come si fa ad ammazzare tante donne, uomini, bimbe e bimbi, in un anno e mezzo. Insomma riparliamo di armamenti, e intanto parliamo anche di noi, dell’Italia, un paese in preda al riarmo. Alcuni spunti (dati tratti dal SIPRI) sull’esportazione di armi, a questo link l’articolo completo:

    “… La Francia supera la Russia e diventa il secondo Paese esportatore di armi nel mondo dopo gli Stati Uniti che hanno consegnato armi in 107 Paesi (+17%), una cifra record. In totale Stati Uniti ed Europa occidentale rappresentano il 72% del totale delle esportazioni di armi nell’ultimo quinquennio. I primi maggiori cinque Paesi esportatori sono, nell’ordine, Stati Uniti, Francia, Russia, Cina e Germania. L’Italia è al sesto posto con un aumento dell’86%.

    Sempre secondo il SIPRI, tra il 2019 e il 2023 gli Stati Uniti hanno inviato armi per oltre due terzi (69 %) di tutte le armi vendute a Israele dall’estero, la Germania è la seconda fornitrice con il 30 % (il governo tedesco ha approvato 326,5 milioni di euro in armi a Israele nel 2023 e ha approvato solo 14,5 milioni di euro tra gennaio e metà agosto 2024), mentre l’Italia è terza con lo 0,9 %. 

    Secondo la Campaign Against Arms Trade (CAAT), un gruppo di pressione con sede nel Regno Unito, le esportazioni e le licenze di beni militari dall’Italia a Israele hanno raggiunto un valore di 17 milioni di euro nel 2022. Tra ottobre e dicembre 2023 sono state approvate esportazioni per circa 2,1 milioni di euro, nonostante le rassicurazioni del governo secondo cui le avrebbe bloccate in base alla legge 185/90 che vieta la vendita di armi ai Paesi in guerra o ritenuti in violazione dei diritti umani. L’azienda Leonardo, in una nota inviata a Altreconomia, dichiara che l’Italia ha ufficialmente continuato a esportare materiale d’armamento a Israele: “per l’anno 2024 è previsto un valore complessivo di circa 7 milioni di euro per le attività di supporto logistico per la flotta di velivoli da addestramento M-346”

    Si resta senza parole.

    Proprio per questo, per non farci ammutolire, saremo in Piazza Carignano sabato 31 maggio dalle 11 alle 12, contro tutte le guerre, contro produzione, acquisto e vendita di armi: che nella migliore delle ipotesi (cioè che non siano usate) generano per ogni persona di questo e altri paesi pesanti spese, sprechi, inquinamento e riduzione di qualunque servizio sociale. Per non parlare di quelle che si usano.

  • Referendum 8 e 9 giugno, votare è questione femminista

    Referendum 8 e 9 giugno, votare è questione femminista

    Sala incontri Caterina Ronco – Láadan, centro culturale e sociale delle donne – Via Vanchiglia 3 Torino

  • A volte ritornano…

    A volte ritornano…

    Donne in Nero di Torino.  Sabato 24 maggio 2025 saremo in Piazza Carignano dalle 11 alle 12 per la presenza di pace.

    Le guerre, vicine e lontane, continuano e – ci pare – peggiorano giorno dopo giorno la situazione del mondo.  Sarà il clima di riarmo che spira in Europa, ma si è arrivati persino a minacciare l’uso di armi nucleari, che come sappiamo abbondano nel mondo, e anche in Italia.

     Il nostro Paese non ha neanche firmato il TPAN, Trattato per la proibizione delle armi nucleari, che è stato adottato da una conferenza delle Nazioni Unite il 7 luglio 2017, aperto alla firma a New York il 20 settembre 2017; entrato in vigore il 22 gennaio 2021.

    E in Italia si continuano a mantenere armamenti nucleari nelle basi di Ghedi come ad Aviano.

     La base militare di Ghedi, a 25 km da Brescia, si estende per oltre 10 km quadrati; non si tratta di una base NATO, ma tramite l’accordo sulla condivisione nucleare è il deposito di un arsenale di almeno venti bombe atomiche americane. Ad Aviano l’aeroporto (una struttura militare italiana) è utilizzato dall’Usaf, l’aeronautica militare statunitense. Dal 1955 è infatti in vigore un accordo tra Stati Uniti e Italia per l’utilizzo congiunto della base, che è anche base NATO.


    Del nucleare in questi ultimi tempi si è parlato anche come energia rinnovabile, verde… il cosiddetto “nucleare civile”. Certo, il 12 e 13 giugno del 2011, con 27 milioni di voti, gli elettori italiani si espressero per fermare i piani nucleari del governo, bocciando per la seconda volta il nucleare nel nostro Paese. Le centrali nucleari in Italia quindi sono state fermate. Eppure ancora oggi non si sa come rendere inoffensive le numerose scorie, pericolose, dannose e molto, molto  durevoli: dopo decenni dalla chiusura delle centrali, non sappiamo dove piazzarle […]

  • 9 maggio – L’Europa contro il genocidio

    9 maggio – L’Europa contro il genocidio

    #ultimogiornodigaza #gazalastday

    Mi basta di Fadwa Tuqan

    Mi basta morire sulla mia terra –
    essere sepolta in essa –
    sciogliermi e svanire nel suo suolo –
    e poi germogliare come un fiore –
    colto con tenerezza da un bimbo del mio paese.

    Mi basta rimanere –
    nell’abbraccio del mio paese –
    per stargli vicino, stretta, come una manciata –
    di polvere –
    ramoscello di prato –
    un fiore.